Un’intensa amicizia pareva irrimediabilmente spezzata dalla morte improvvisa. Ma Gesù, che nutriva un amore profondo per il defunto Lazzaro e le sue due sorelle, ridestò quel legame infranto. L’evangelista affida allo scritto la memoria di quell’evento sconvolgente per far crescere la fede in Cristo nei credenti di allora e nei lettori a venire. Nel medesimo istante, l’aver sconfitto, sia pure temporaneamente, la morte diviene per Gesù stesso un segno che lo conferma nella consapevolezza della propria missione: attrarre tutti al Padre nel mondo dei risorti.
Biografia dell'autore
Franco Manzi, sacerdote della Diocesi di Milano, ha conseguito il dottorato in Scienze Bibliche e quello in Teologia nelle Pontificie Università Romane. È professore ordinario di Nuovo Testamento e di Ebraico biblico nella Sezione Parallela della Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale presso il Seminario di Milano. Insegna anche presso la Facoltà di Teologia di Lugano, l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Milano e la Sede Centrale della Facoltà Teologica
dell’Italia Settentrionale. Censore ecclesiastico della Diocesi, è stato nominato da Papa Francesco consultore del Dicastero per la Dottrina della Fede. Noto conferenziere, ha all’attivo una cinquantina di libri.
dell’Italia Settentrionale. Censore ecclesiastico della Diocesi, è stato nominato da Papa Francesco consultore del Dicastero per la Dottrina della Fede. Noto conferenziere, ha all’attivo una cinquantina di libri.
