Il saggio di Francesco Roat approfondisce la concezione panikkariana della mistica come esperienza integrale della realtà, nella quale il divino, l’umano e il cosmico si compenetrano in un’unica visione non dualistica. Attraverso categorie centrali come l’intuizione cosmoteandrica, la differenza simbolica e l’advaita, Panikkar supera la frammentazione del pensiero moderno e propone una sapienza che riconcilia filosofia, religione e vita. La mistica, intesa non come fuga ma come pienezza dell’essere, diventa linguaggio del silenzio, apertura al Mistero e via di liberazione dall’ego. In questa prospettiva la contemplazione e l’ortoprassi coincidono, indicando un cammino di conoscenza trasformativa, capace di restituire alla filosofia la sua dimensione sapienziale e all’uomo contemporaneo la consapevolezza del proprio radicamento nel divino.
Quarta di copertina
L’eredità di Raimon Panikkar non è un sistema speculativo, ma un cammino spirituale su cui riflettere, o un invito a riconciliare le polarità, a riscoprire la dimensione mistica dell’esistenza, a vivere il reale come partecipazione all’Assoluto. In un’epoca segnata da frammentazione e perdita di senso, la sua visione cosmoteandrica continua a indicare la via di una mistica della relazione, in cui conoscere è essere, ed essere è amare.
Biografia dell'autore
Francesco Roat, saggista, pubblicista e narratore trentino, già insegnante di Lettere nella scuola secondaria, scrive da decenni di argomenti culturali su quotidiani e riviste. Ha pubblicato, oltre a vari testi narrativi, numerosi saggi, fra cui ricordiamo i recenti: Religiosità in Nietzsche. Il vangelo di Zarathustra (Mimesis), Beatitudine. Angelus Silesius e Il pellegrino cherubico (Àncora), Miti, miraggi e realtà del ritorno (Moretti&Vitali), Nulla volere, sapere, avere. I sermoni di Meister Eckhart (Le Lettere), Lacrimae rerum. La cognizione del dolore (Moretti&Vitali),Senza più io né mio. La mistica di Margherita Porete (Le Lettere), Mistica e poesia nella prosa di María Zambrano (Le Lettere), Attualità dell’Imitazione di Cristo (Graphe). Ha curato inoltre l’edizione e la traduzione di Sulla vita felice di Agostino d’Ippona (Graphe).
