La categoria lafontiana “récit fondateur” contiene e sostiene un principio di eteronomia: l’uomo non è da sé stesso, ma da Cristo Gesù, l’Unigenito Figlio eterno, incarnato, crocifisso, risorto e asceso al cielo. La proposta di Ghislain Lafont intende sostituire una concezione autonoma e solipsistica dell’uomo, che sarebbe favorita dall’atteggiamento del “cogito ergo sum”, con una relazionale e comunionale, che si potrebbe indicare con l’espressione “ausculto ergo sum”. Il pensare umano non è sminuito, bensì elevato perché esercitato nella relazione con Dio e posto al servizio di Dio. Applicato alla teologia e al suo metodo il principio suona così: c’è teologia se e nella misura in cui c’è ascolto/obbedienza della Parola di Dio, Cristo Gesù, dal quale è la Verità di Dio, dell’uomo, della creazione, della Chiesa, della storia, dell’eternità.
Biografia dell'autore
Remo Fiorentino è presbitero dell’Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace. Con Àncora ha pubblicato Il teologo legge la Scrittura. Il “principio cristologico” di K. Rahner e H.U. von Balthasar (2019), un’introduzione al metodo teologico con applicazione in cristologia e soteriologia, e ha curato il volume Paradiso senza inferno? Lineamenti di antropologia escatologica (2021), che raccoglie vari contributi sull’aspetto escatologico dell’esistenza umana studiato alla luce della Sacra Scrittura, della Tradizione e del Magistero della Chiesa.
