Libri dell'autore
Le récit fondateur
Dal racconto pasquale l’evento cristologico-trinitario: la proposta di Ghislain Lafont
Remo Fiorentino
pagine: 352
La categoria lafontiana “récit fondateur” contiene e sostiene un principio di eteronomia: l’uomo non è da sé stesso, ma da Cristo Gesù, l’Unigenito Figlio eterno, incarnato, crocifisso, risorto e asceso al cielo. La proposta di Ghislain Lafont intende sostituire una concezione autonoma e solipsistica dell’uomo, che sarebbe favorita dall’atteggiamento del “cogito ergo sum”, con una relazionale e comunionale, che si potrebbe indicare con l’espressione “ausculto ergo sum”. Il pensare umano non è sminuito, bensì elevato perché esercitato nella relazione con Dio e posto al servizio di Dio. Applicato alla teologia e al suo metodo il principio suona così: c’è teologia se e nella misura in cui c’è ascolto/obbedienza della Parola di Dio, Cristo Gesù, dal quale è la Verità di Dio, dell’uomo, della creazione, della Chiesa, della storia, dell’eternità.
Il teologo legge la Scrittura
Il “princiipio cristologico” di K. Rahner e H.U. von Balthasar
Remo Fiorentino
pagine: 544
Quale via la teologia deve percorrere per realizzare la sua natura, i suoi compiti, i suoi fini? Al centro del tema è la classica affermazione «sia la Scrittura come l’anima della teologia», la cui comprensione e applicazione il Magistero ecclesiale e, diffusamente, la teologia contemporanea considerano ancora non soddisfacenti. Lo studio, elaborando il principio cristologico, cerca di spiegare e illustrare, nella teoria e nella prassi, il rapporto della teologia ai testi sacri. Il tutto ruota intorno allo scenario teologico del XX secolo in buona parte governato dal pensiero di K. Rahner e H.U. von Balthasar.
