Guareschi è stato un grande scrittore cattolico, direi il più grande (anche se a lungo sottovalutato o inompreso) scrittore cattolico italiano del Novecento. Paolo Gulisano spiega molto bene, in queste pagine, come e perchè Guareschi vada annoverato tra i migliori narratori cattolici, sulla scia di Manzoni e non solo. La singolarità della grandezza di Guareschi sta nel fatto che la sua profonda sensibilità religiosa, perfino la sua perfetta ortodossia, non venivano da studi di teologia - che Guareschi mai ha seguito - nè da frequentazioni clericali, che non risulta abbia avuto e che anzi credo abbia accuratamente evitato. Tutto quel che sapeva, e che poi ha trasmesso, Guareschi l'ha respirato misteriosamente qui nella Bassa. Tutta la sua teologia è stata l'inginocchiarsi di fronte al quadretto miracoloso della "Madonna dei Prati" e lo stare in silenzio ad ascoltare un crocifisso.
Credo che per capire il cristiano Guareschi si debba venire qui, vedere questo santuario, osservare i suoi ex voto, fissare quel quadretto.
dalla prefazione di Michele Brambilla
Biografia dell'autore
Paolo Gulisano
Paolo Gulisano, nato a Milano nel 1959, è medico di professione e scrittore per passione. Ha al proprio attivo più di quaranta volumi di saggistica, dedicati prevalentemente ad autori e temi della letteratura fantastica, dai cicli arturiani a Mary Shelley, a Herman Melville, a Oscar Wilde, e ai grandi autori della narrativa dell’immaginario come C.S. Lewis e J.R.R. Tolkien, di cui è considerato uno dei maggiori esperti, a cui ha dedicato il volume Tolkien. Il mito e la grazia (Àncora, 2001). È studioso della storia e della cultura delle Isole Britanniche, e ha scritto di san Tommaso Moro, di G.K. Chesterton, del cardinale Newman. Profondo conoscitore del mondo celtico, ha pubblicato libri sulla storia della Scozia e dell’Irlanda, tra cui Colombano. Un Santo per l’Europa (Àncora, 2007) e L’Isola del destino (Àncora, 2004.
