Nella cultura occidentale, l’identità dell'anima e l'immaginario oltremondano, le sembianze angeliche e le fisionomie macabre e mostruose hanno popolato lo spazio estetico e religioso dell'uomo medioevale, ma hanno ancora la forza di proporsi alla nostra attualità come metafore di transito tra mondo materiale e mondo spirituale.
Sin dal mondo antico, un’ampia tradizione iconografica si è impegnata a raffigurare l'invisibile per favorirne la comprensione, sollecitando l’immaginario e le connessioni con i testi sacri.
In questo volume riccamente illustrato si intrecciano, in modo inedito e sapiente, i metodi iconologico e semiotico con i principi della psicologia della forma, dando vita a una ricerca che descrive, con rigore ed efficacia, le costanti e le variabili di un consolidato corpus figurativo.
Quarta di copertina
«Bisogna disporsi allo stupore se si legge questo mirabile libro di Ave Appiano, che offre bellissimi esempi di messa in scena dell’universo immaginario».
Maria Corti
Biografia dell'autore
Ave Appiano conduce la sua ricerca nel campo dei linguaggi dell'arte e della cultura dell'immagine. Ha insegnato nell’Università degli Studi di Torino, nell’Università IULM di Milano e nell'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e ha introdotto nella scuola italiana la disciplina della comunicazione visiva. Fra i suoi libri: Bello da mangiare (2012); Mostrami il cuore (2019), Bellezza e verità (2020), Estetica del rottame (2024). Lo sguardo estetico (2024), Dentro l’arte (2026) e due raccolte di poesie.
