Edward Hopper, desiderio e attesa
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Edward Hopper, desiderio e attesa

10 feb 2024  |  Recensione di: Edward Hopper
Edward Hopper, desiderio e attesa L'opera di Edward Hopper continua a suscitare interesse e stupore emanando un fascino travolgente. Pittore culto del Novecento, artista di sconcertante semplicità schivo e inafferrabile, ha lasciato un'impronta indelebile nell'immaginario collettivo.

Edward Hopper

Desiderio e attesa

Andrea Dall'Asta

pagine: 208

Introverso, schivo e riservato, Edward Hopper (1882-1967) è stato un grande pittore, interprete dell’uomo del XIX secolo. Dipinge scene di vita quotidiana, in modo apparentemente semplice e banale, eppure le sue immagini suscitano un interesse e un fascino del tutto particolari. Le sue opere appaiono infatti inafferrabili, misteriose e segrete. Se è stato talvolta considerato come il vate dell’introspezione, della solitudine o ancora della malinconia, le sue tele aprono a un futuro capace di interpellare ciascuno di noi. Hopper va ben oltre una lettura pessimista e orizzontale, per indicarci una via ben più complessa e articolata che apre sentieri imprevisti, in cui l’individuo si dischiude alle dimensioni più profonde dell’essere umano: il desiderio e l’attesa. Con la fine delle grandi narrazioni, delle fedi religiose e politiche che hanno alimentato i secoli passati, Hopper esorta a lasciarci esporre alla «visita della luce», situando la nostra vita in un orizzonte di senso. Le sue tele diventano così apparizioni, vere e proprie «teofanie».
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