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Vendita libri su Àncora Editrice

  • Andrea Dall'Asta

    Dio chiama con arte

    Itinerari vocazionali

    Oggi non siamo molto abituati a pregare con le immagini sacre, che non potranno mai essere strumentali a una semplice catechesi, in quanto la loro visione è innanzitutto partecipazione al mistero, che deve parlare a me, ora, in questo momento della vita. Vedere è sperimentare un momento di grazia, che ci apre all’annuncio, al desiderio di riconoscere il senso più profondo della propria vita. Con questi intenti, sono proposte sedici “contemplazioni” di opere d’arte, scelte sul tema della vocazione biblica, attingendo all’Antico e al Nuovo Testamento. In questo senso, le contemplazioni sono un invito a percorrere un cammino spirituale, perché sappiamo discernere la nostra vocazione personale, riconoscendo la presenza di Dio nella nostra storia. Al testo biblico, è dunque affiancata un’interpretazione orante dell’immagine. Si tratta soprattutto di spunti, di suggestioni. Infine, alcune riflessioni e domande invitano a interrogarsi personalmente sul proprio cammino di vita e a cercare di mettere a fuoco i punti nodali della nostra esistenza. In breve, si tratta di un piccolo libro che vuole aiutare ad approfondire la propria fede, perché sappiamo operare scelte concrete e sensate. Attraverso la contemplazione di alcuni capolavori del presente e del passato, un invito a percorrere un itinerario di fede, per riconoscere i nostri desideri più profondi, affinché diventino scelte concrete di vita. Un libro per vivere un’esperienza di Dio.  

    Andrea Dall'Asta, Claudia Manenti

    Arte sacra nelle chiese

    Criteri di intesa tra committenza e artisti

    Il libro racconta – anche attraverso un’esperienza concreta – come è possibile ricucire il rapporto tra arte e fede. L’alleanza tra Chiesa e mondo dell'arte è ancora oggi possibile, anche se occorrono chiari criteri che permettano di collaborare nella fiducia e nella stima reciproche.

    Paolo Alliata, Simone M. Varisco

    Le parabole fra pittura e letteratura

    Siamo pecore smarrite fra grano e zizzania, chiamati ad essere samaritani, “prossimi” tanto dell’uno quanto dell’altra. Germogli soffocati fra le spine, corriamo il rischio di uccidere e gettare fuori dalla vigna il Figlio. Più che un libro, questo è un viaggio di meditazione scandito da dipinti e brani letterari, che costituiscono un’introduzione all’orizzonte delle parabole e alla riflessione personale. Perché pittura e letteratura, anche quando affrontano temi che apparentemente nulla hanno a che vedere con la fede, si fanno intermediarie di domande profonde che scaturiscono dall’uomo e dalla donna, creati a immagine di Dio.

    Giovanni Battista Gandolfo, Luisa Vassallo

    Il Papa chiama… l'artista risponde

    Un libro, ma anche una sorta di viaggio nel tempo e nello spazio, una carrellata di incontri, di scambi e di abbracci all’interno del vortice misterioso e sempre presente dello Spirito Creatore che ispira fantasia e suscita idee, generando corto circuiti di creatività e di inarrestabile inventiva. Uno spaccato di storia della Chiesa con sfaccettature inedite e curiose che mettono in luce l’operato di undici Papi, dal primo Novecento fino ai giorni nostri – da Papa Leone XIII a Papa Francesco –, immersi nel dialogo con artisti di tutte le discipline. Pastori attenti al cammino delle pecorelle del loro gregge, ma anche semplicemente uomini vivi pronti allo stupore per lo sfavillare della bellezza di tante opere d’arte. Il legame tra Chiesa e arte, a volte contrastato e difficile, ha sempre dato vita a grandi dialoghi dentro i quali è stato possibile evangelizzare e testimoniare la presenza viva – nelle vicende della storia e nei cuori dei suoi protagonisti – del grande Artista che ha fatto “belle tutte le cose”. Un libro che non ha la volontà di circoscrivere e di chiudere l’argomento, ma ha la pretesa e la speranza di s-chiudere nuovi sguardi, di suscitare una sana curiosità per un tema affascinante e profondo come quello del rapporto tra l’arte e la fede. La grande pensatrice Hannah Arendt afferma che è proprio dell’essere umano vivere per portare nel mondo la novità. Questa è la fecondità nel suo più vivo e stimolante significato, e non può che essere la vera e più profonda dimensione dell’arte e degli artisti.

    Sergio Dell'Orto

    Dov'è Morte il tuo pungiglione?

    La danza della speranza

    Parlare di morte ha senso ai nostri giorni? Che cosa suscita pensare ad essa? Tra cronaca e fiction ci appare sempre lontana, riguarda sempre altri, fino a trovarci assuefatti ad essa. Le cose cambiano quando la morte entra prepotentemente nel nostro orizzonte e sconvolge la nostra vita. Lo sguardo cristiano sulla morte allarga la prospettiva e ci proietta oltre, ci lascia intuire un “dopo” carico di speranza, mentre l’arte cristiana ci offre meravigliosi scorci, forti provocazioni, stimolanti riflessioni su questi temi. Queste pagine, attraverso il confronto con opere d’arte di forte impatto, cercano di riportare l’attenzione su temi un po’ dimenticati, come morte, resurrezione, misericordia, giudizio, che sono al centro della fede cristiana, forza scaturita proprio dalla morte e resurrezione di Gesù, per ritrovare speranza per il nostro oggi.

    Yvonne Dohna Schlobitten, Luigi Missaglia, Giulio Osto

    Invocata redenzione

    La Crocifissione di Picasso

    Pablo Picasso (1881-1973) ha attraversato tutte le rivoluzioni del Novecento, esprimendole in migliaia di opere: le ricerche di nuovi linguaggi artistici, la psicanalisi, il femminismo, le guerre mondiali, i totalitarismi, la rivoluzione sessuale, la crisi dell’autorità, le metamorfosi dell’esperienza religiosa. Quale incontro con Dio nell’arte di Picasso? Questo libro risponde a tale audace domanda attraverso due contributi: il primo si sofferma sul rapporto tra teologia e cubismo, in un dialogo serrato e profondo fra questi insoliti interlocutori; il secondo esplora la Crocifissione (1930) di Picasso, con uno sguardo ispirato a Romano Guardini che fa emergere l’estetica della religione propria dell’artista. Personaggio controverso e geniale, guardato con sospetto e criticato dai cattolici, Picasso può offrire molte provocazioni per un ripensamento del rapporto tra cristianesimo ed estetica contemporanea e per imparare, sulla scorta della riflessione di Guardini, ad avere “occhi nuovi” sul mondo.

    Micaela Soranzo

    Le parabole di Gesù

    Il settimo volume della collana L’arte racconta la Bibbia propone parole evocative di linguaggi traslati tra allegoria, metafora e simboli. È la lingua delle parabole che attraversa l’intera sacra Scrittura ma, dalla testimonianza dei Quattro Vangeli, diventa il tipico modo di esprimersi di Gesù. Come sottolinea il biblista don Silvio Barbaglia nella Prefazione, «una parte significativa di queste parabole, una quindicina, sono qui ripresentate attraverso la sapiente e accurata ricerca di Micaela Soranzo, che passa in rassegna molteplici esempi, disposti lungo il crescere del tempo della storia, in stili e sensibilità differenti, che hanno significato tentativi diversi di far vedere ciò che la creatività narrativa del racconto provoca in ogni lettore». Questo permette – continua don Barbaglia – «di comprendere e, insieme, gustare tonalità diverse della medesima impresa del rendere visibile il mistero racchiuso nel dirsi delle parabole» Ne nasce una sorta di vademecum che aiuta, con un linguaggio al tempo stesso competente e accessibile, a districarsi fra i vari modelli iconografici, esemplificati nell’inserto a colori da alcune opere fra le più interessanti e originali della produzione artistica disponibile.  

    Andrea Dall'Asta

    Edward Hopper

    Desiderio e attesa

    Introverso, schivo e riservato, Edward Hopper (1882-1967) è stato un grande pittore, interprete dell’uomo del XIX secolo. Dipinge scene di vita quotidiana, in modo apparentemente semplice e banale, eppure le sue immagini suscitano un interesse e un fascino del tutto particolari. Le sue opere appaiono infatti inafferrabili, misteriose e segrete. Se è stato talvolta considerato come il vate dell’introspezione, della solitudine o ancora della malinconia, le sue tele aprono a un futuro capace di interpellare ciascuno di noi. Hopper va ben oltre una lettura pessimista e orizzontale, per indicarci una via ben più complessa e articolata che apre sentieri imprevisti, in cui l’individuo si dischiude alle dimensioni più profonde dell’essere umano: il desiderio e l’attesa. Con la fine delle grandi narrazioni, delle fedi religiose e politiche che hanno alimentato i secoli passati, Hopper esorta a lasciarci esporre alla «visita della luce», situando la nostra vita in un orizzonte di senso. Le sue tele diventano così apparizioni, vere e proprie «teofanie».

  • Una collana di libri ad alta leggibilità. Come?
    Allineiamo il testo a sinistra e non lo dividiamo in sillabe. Questo evita di interrompere le parole quando si va a capo e aiuta il lettore a mantenere il ritmo della narrazione. Utilizziamo la font ad alta leggibilità SocialFont®, le cui particolarità agevolano la comprensione del testo; in particolare, SocialFont® aiuta chi è dislessico a leggere con minori difficoltà e più velocemente. Strumento compensativo - chiamato  LeggiRiga® - staccabile dalla copertina; quando lo si appoggia sulla pagina del libro, evidenzia solo la riga che si sta leggendo, coprendo il resto del testo. Questo aiuta il lettore a mantenere la concentrazione ed elimina il fastidioso effetto “affollamento visivo” (crowding effect). I nostri libri hanno paragrafi spaziati. Questo tipo di impaginazione dà un po’ di “respiro“ alle pagine e aiuta il lettore a comprendere meglio il testo. Per le pagine dei nostri libri usiamo una carta non riflettente color avorio, per non stancare la vista.

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